I'm dreaming of a white Christmas…la la la la la la la la. Che bella canzone. Quanti ricordi.
Mia nonna Grimilde intenta a preparare i tipici crauti con patate della vigilia, mio nonno Ulrico alla finestra che cerca di uccidere gli ultimi ritardatari uccelli migratori, mamma Brigida e papà Clodoveo a litigare con il signor Goldenblatt ed il suo schiavo Mohamed ed io, con il vestitino da figlio della lupa, , con i classici esercizi ginnici del 24.
Purtroppo sono anni che questa deliziosa usanza di famiglia non si ripete. Il nonno è volato al creatore, la nonna affranta, è tornata a vivere in Curlandia, papà e mamma han divorziato, ed io ho passato gli ultimi tre Natali con la sola compagnia di crauti in scatola e patate liofilizzate.
Non potete immaginare che piacevole brivido ho provato nel sapere che in un paesino del bresciano, tale Coccaglio, il comune aveva dato inizio all’operazione “White Christmas”. Tutto pieno di trepidazione ho letto d’un fiato l’articolo.
Il sindaco ha dato ordine ai vigili urbani di setacciare le case della ridente località in cerca di clandestini, senza regolare permesso, da rispedire a destinazione prima del 25. Ma non è una notizia bellissima? Il cuore mi si riempie di gioia.
Come dice il podestà: “bisogna fare piazza pulita”. “Natale non è la festa dell’accoglienza ma della tradizione cristiana” ribatte l’assessore. Sante parole. Si perché in fin dei conti questi immigrati, iniziano col rubarti il lavoro di lava cessi che hai sognato sin da piccolo e poi magari va a finire che al posto del bambino Gesù ti obbligano a mettere nel presepe la statuetta di Maometto. Bisogna fermarli prima che diventino ancora più pericolosi.
Io intanto sto preparando le valigie. Ho deciso di passare le mie vacanze natalizie in quel di Coccaglio in compagnia della Giusy, del Paolo, della Franci e del Gigi. Sicuramente ci divertiremo come matti a vedere gli intrusi andar via e poi a mezzanotte in chiesa a ringraziare il Padre Eterno.
In fondo Gesù era sicuramente figlio di una profuga danese e di Odino.
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