lunedì 25 gennaio 2010

L'usanza del regalo

Nei paesi mediterranei la carta stampata è da sempre un settore in perenne crisi. Forse a causa della gran distanza che ci separa dai boschi svedesi, che rende più difficile e caro, l’approvvigionamento della carta o forse, molto più probabile, perché i cittadini del sud Europa sono, giustamente, assai più propensi ad investire l’euro e qualcosa che comporta l’acquisto del cartaceo, in birre o bicchieri di vino.

Per la maggioranza è assai più facile reperire l’informazione in tv. Notizie accondiscendenti, edizioni che passano rapidamente dalla politica allo sport, con Billy, il cane da pastore che ha trovato la via di casa da solo dopo 3 anni di smarrimento, come intermezzo. Con un po’ di fortuna magari una bella gnocca come mezzobusto.

Ed è per questo che, gli editori più scaltri, farciscono i loro quotidiani e le loro riviste di gadget, inserti, cadeaux e quant’altro. Sicuramente al cliente continuerà ad importargli una mazza del settimanale trotzkista, ma sarà ben disposto al suo acquisto se accompagnato da un libro di ricette regionali russe e andrà ancora più a ruba se in regalo si dovesse riceve: “Dalla Rivoluzione d'ottobre al trattato di pace di Brest-Litowsk”, best-seller degli anni ruggenti.

Ovviamente ogni giornale ha le proprie tradizioni e la propria linea editoriale. Così succede che in Spagna, un famoso quotidiano nazionale, più nostalgico di Pio IX che di Lenin, faccia accompagnare la propria edizione domenicale dall’edizione settimanale in lingua spagnola di un periodico straniero: “L’Osservatore Romano”.
Sedici pagine di graffiante giornalismo nel più puro stile inglese.
Notizie di grande interesse. Sfogliandolo ci si rende conto degli eclatanti scoop al suo interno.

Solo grazie ai suoi provetti giornalisti sappiamo che venerdì 15 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienza don Philippe Dupont, abate dell’abbazia di Saint-Pierre de Solesmes o che ha nominato Vescovo titolare di Matara di Numidia e ausiliare dell’arcieparchia di Addis Abeba il presbitero Abba Lisane-Christos Matheos Semahun. Nello stesso quotidiano il discorso tenuto dal Papa durante la sua ultima visita alla sinagoga romana: “Cristiani ed ebrei hanno le stesse radici …. A noi spetta lavorare affinché rimanga sempre aperto lo spazio del dialogo, del rispetto reciproco, della crescita nell’amicizia…” In effetti in Vaticano si lavora a qualche beatificazione. Poi sul finire l’ultimo articolo che ci ricorda che Sua Santità ha benedetto la statua di santa Rafaela Maria del Sagrado Corazon. Insomma cose contundenti.

Ci sarebbe da ringraziare il coraggioso giornale spagnolo che ci regala la possibilità di leggere il bollettino Vaticano in un Paese così pericolosamente laico e sul baratro del relativismo.
Ovviamente gli altri quotidiani nazionali pare siano in grande subbuglio ed alcuni, secondo indiscrezioni, stanno gia preparando la contromossa. In dirittura d’arrivo le edizioni in lingua spagnola de : L’ Osservatore Hamish, Parola di Odino, La Voce dei Templari e Il Corriere del Gran Sum Mun Zum.

1 commento:

  1. Brillante.
    Continua caro Livio.
    Fornisci una via diversa di riflessione che non fa mai male al popolo italiano.

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