domenica 21 febbraio 2010

Meno male che



“A far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo l'universo che ci insegue ma ormai siamo irraggiungibili…” canticchiavo insaponandomi i polpacci. Il motivetto si è appiccato all’emisfero destro come quando, ancora tredicenne, imparai a memoria l’ode “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo”. Valerio Scanu, coda da puledro e look gallurese, è diventato uno dei miei miti. Il ragazzo deve copulare più e meglio di un topo comune.

Dio, patria, famiglia. Per Santa Emerenziana! Tutti a fare il filo alle sorelle Marinetti, mentre per il Lungo, il Corto e il Pacioccone (al secolo Savoia, Pupo e l’altro proprio non saprei) solo snobismo a volontà. L’Impero ha bisogno di gente così. Testo impegnatissimo e accompagnamento patrio. Le quattro sgallettate avvolte nei colori nazionali sono l’esempio per le Figlie della Lupa del domani.

Ma siccome “Ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia”, il mio preferito in assoluto è Marco Mengoni. Re matto, lupo e rondine. Stile altamente trasgressivo, irresistibile ed ammaliante nei movimenti, Anna Oxa con asso di bastone, interpretazione fresca e adolescenziale. Vado in visibilio quando, con autentico virtuosismo, modula la voce e la fantasia accelera per capire cosa stia dicendo. Farinelli ha trovato il suo vero successore.

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